a cura di
Stefania Milena Lovaglio
Su di me... posso dirvi anche che mi piace raccogliere e mangiare la frutta dall'albero, trascorrere le giornate in natura, passeggiare a passo calmo, fare pic-nic nel verde, scrivere a mano e creare su tela.
Alcune delle tappe salienti che mi hanno portata fin qui?
L'ultima "galeotta fu" la tesina di diploma del liceo: parto dall'attrazione per il libro Il cervello plastico - che continuerò a coltivare negli anni successivi - e mi focalizzo sul tema della Comunicazione. In particolare mi sembra emergere un aspetto nel '900: una relazione tra mass media e incomunicabilità.
Proseguo in questa direzione anche dopo. Mi laureo in Comunicazione a Torino con un curriculum personalizzato in accessibilità e usabilità, poi in Editoria, Comunicazione multimediale e Giornalismo a Roma. Nel contempo - in autonomia e attraverso il volontariato - coltivo anche gli altri miei interessi: la didattica, la pedagogia, la psicologia e la medicina naturale - che integro nella vita quotidiana.
Avvio in libera professione (2013-14)
uno studio per la Comunicazione - che chiamo Studio Netiquette per il rispetto dell'essere umano anche nell'era digitale, partecipo ai corsi di formazione sul Linguaggio Giraffa e organizzo laboratori per gruppi cittadini, biblioteche e associazioni culturali.
Do vita all'espressione "Digitale umano": con questo cappello porto avanti consulenze, formazione per giornalistə/aziende e didattica, anche come modalità di prevenzione della povertà educativa-relazionale, della dispersione, dell'overload informativo e degli altri fenomeni più ombrosi dell'uso del Web.
Ancora oggi sono attiva in questo ambito:
tengo consulenze per realtà (ri)emergenti, corsi in azienda e workshop per la comunità, riscrivo testi per facilitarne la leggibilità e creo contenuti web nel mio stile di uso mirato Meno Per Più. La parola chiave resta una, la stessa: connessione umana - con noi e con il mondo.
In quanto al tema Salute
lo approfondisco ancor di più quando mi ritrovo davanti a problematiche personali: tra una spalla infortunata e un (apparente) incomprensibile, ma lacerante mal di stomaco.
Scopro così in prima persona la profonda visione della Medicina Tradizionale Cinese (MTC) prima e della Medicina Tradizionale Indiana (Ayurveda) poi. Anche in ambito alimentare, passando attraverso il potere curativo di oli essenziali, oleoliti e funghi medicali come il Reishi, lo studio dell'Enneagramma, i trattamenti Shiatsu, quelli con le Campane - tibetane e sciamaniche, l'incontro con lo sciamanesimo transculturale senza uso di sostanze e con altre discipline (Leggi biologiche, Gestalt artistica, ...).
era diventata - allora come oggi - la mia bussola.
È così che negli anni inizio a vivere in modo sempre più consapevole con un approccio olistico e via via anche energetico, relazionale e sistemico del benEssere di noi esseri umani e del contesto che abitiamo, anche grazie alle chiavi di lettura della Metamedicina di Claudia Rainville, della Bioenergetica di Luciano Marchino e all'esperienza con le Costellazioni familiari di Bert Hellinger - e sue declinazioni - a cui arrivo dopo la lettura della Metagenealogia di A. Jodorowsky.
Tante mappe preziose. Come quella dei numeri.
A guardarlo oggi,
questo modus vivendi
lo vedo bussare alla mia porta molti anni prima, quando da bambina ascolto con un particolare coinvolgimento le storie di famiglia e mi accorgo di nomi e date ricorrenti. Quando mi interrogo titubante sulle parole delle preghiere. Quando in montagna sono in pace davanti al camino acceso e in natura, con gli animali, emozionata dai racconti sulle piante spontanee e curative - "questa cicatrizza le ferite". E ancora, quando chiedo al dottore di famiglia il perché ci ammalassimo. Gli dicevo del beneficio che mi dava il tè caldo e continuavo a interrogarmi sull’origine del malessere che si presentava. Perché fa male qui? Perché proprio qui? Perché proprio ora? E questo sciroppo cosa fa?
L'incontro con la pratica Reiki
è motivo di grande gioia. Si rivela subito una presenza costante nella mia vita, con naturalezza. Partecipo a più corsi di Primo livello fino a quando mi sento risuonare con l'approccio essenziale del "mantienilo semplice" - senza dogmi, sequenze fisse né chakra - della giapponese Komyo ReikiDo.
Procedo con la formazione fino a diventare insegnante certificata e continuo in questo percorso attraverso la pratica quotidiana, i seminari, il monitoraggio delle pubblicazioni medico-scientifiche e, ancor più, con l'emersione di una consapevolezza interiore: che non è lo stile a fare la differenza né i manuali, ma la presenza e la dedizione con cui viviamo il Reiki.
Una delle frasi a me più care?
- "Il rimedio è in noi" sentenziò la vecchia. "Cuore bisogna avere, null'altro..." -